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giovedì 14 gennaio 2010

Vaccino anti-suina? Forse meglio anti-bufala!

In Italia, in questi mesi, è stato vero e proprio panico da H1N1. Colpi di tosse che hanno generato sospetti tra pendolari, passanti, semplici vicini d’ascensore. Psicosi da contagio. Detergenti, igienizzanti, salviettine multiuso si sono diffusi sempre più capillarmente tra la popolazione del nostro Paese. La comunicazione di massa ha indubbiamente aggravato i toni. Il Governo ha sempre fornito dati contrastanti e spesso contraddittori. E la paura è dilagata. Forse inutilmente, visto che la gravità di questa influenza è stata di fatto minore rispetto alla classica influenza stagionale (i dati diffusi dal Ministero sostengono che presenta un tasso di mortalità dello 0,03 per mille, mentre quello dell’influenza stagionale si attesta intorno all’1 per mille), ma comprensibilmente, considerato che le morti attribuibili alla “pandemia” venivano battute minuto per minuto dalle agenzie.

E allora il Paese si è spaccato in due: pro o contro il vaccino. Il vaccino, già… questo ormai famigerato medicinale contro l’influenza suina le cui dosi sembrano non bastare mai e soprattutto verso il quale le posizioni dei medici sono state e restano spesso discordanti.
Ma quanto è veramente efficace questo vaccino? Quali reali garanzie ci sono per chi ne fa uso? Quali i possibili effetti collaterali? Perché chiedere – per la prima volta - il consenso informato a chi decide di utilizzarlo? A tutte queste domande il Ministro della Salute non ha ancora dato una risposta chiara. Probabilmente perché una risposta univoca non c’è - la sperimentazione sul vaccino non è mai stata completata - o forse perché, per rispondere a queste domande si dovrebbe anche scendere nei dettagli dei rapporti con le case farmaceutiche che questo vaccino lo lavorano e lo producono.

E’ spontaneo, a questo punto, insinuare dei dubbi su quanti e quali siano gli interessi economici delle case farmaceutiche che entrano in gioco in questa “corsa al vaccino”. Gli stessi dubbi che staranno dilagando tra i cittadini del resto d’Europa, considerando che Francia e Germania si stanno accingendo a vendere le loro dosi di vaccino in eccesso ai Paesi che ne hanno bisogno ed anche l’Olanda, l’Inghilterra e la Svizzera sono su questa linea. Perché tutte queste dosi inutilizzate? Molto probabilmente non erano necessarie. E allora credo ce ne sia abbastanza per avviare un’inchiesta parlamentare a livello europeo volta a chiarire quale sia stato l’influsso delle case farmaceutiche che si sono arricchite, sui ricercatori e sui governi di tutto il mondo, per quello che si è rivelato solo un inutile spreco di denaro pubblico.

Clicca qui per leggere il mio question time.

4 commenti:

  1. Rita Coltellese14 gennaio 2010 21:35

    Mio figlio è un medico, come lei, è Dirigente Medico di I livello in un grande ospedale romano: non si è vaccinato e non ha voluto vaccinare né sua moglie né i suoi figli. Questo vorrà pur dire qualcosa.
    Uno dei miei nipoti, figlio di mia figlia, questa estate è tornato dall'Inghilterra dopo essere stato in un College inglese per studio: il giorno dopo aveva la febbre alta. Al Policlinico Gemelli, al centro preposto per l'influenza suina, hanno diagnosticato che aveva quel virus. In pratica non gli hanno fatto nulla, nemmeno dato il farmaco particolare per curare questa influenza, perchè poteva dare dei controeffetti che erano peggio del male. L'hanno mandato a casa e tenuto sotto controllo telefonico. L'hanno presa anche il fratellino ed il padre ma ne sono usciti vivi. Quindi penso che un'inchiesta sia più che giusta.

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  2. giuseppina tommasielli14 gennaio 2010 22:40

    spreco di denaro pubblico che è di per sè deplorevole ma diventa addirittura raccapricciante quando la ns sensibilità di medici ci conduce col pensiero alle donne ganesi che sul litorale domitio partoriscono neonatiHIV-positivi e non vanno in ospedale perchè temono di essere denunciate, quelle poche che ci finiscono scoprono che spesso non sono disponibili i farmaci antiretrovirali...già lo Stato viola sistematicamente l'articolo 32 della Costituzione....però spreca risorse per una improbabile influenza che potrebbe colpire i cittadini di serie A più preziosi di quelli figli di un dio minore!

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  3. Gentile On. Palagiano, ho ricevuto la notifica del suo Blog tramite mail e lo trovo interessante.
    Sono Luca, di Casoria, uno dei tanti laureati campani in cerca di lavoro, elettore e tesserato IDV (per passione senza secondi fini), nonchè estimatore di Di Pietro da diversi anni. Anche io ho un Blog, che spero lei visiterà e troverà interessante, dove parlo soprattutto di politica e attualità: lucascialo.splinder.com (è quello della firma).
    Anche io credo (come ho scritto tempo fa) che l'Influenza A sia stata solo una bufala mediatica, che ha messo altresì in luce un pesante conflitto di interessi del Ministro Sacconi (di fatto oggi sostituito), poichè il buon Maurizio è sposato con la direttrice generale di Farmaindustria.
    Morale della favola: oggi ci ritroviamo con l'ennesimo sperpero di fondi pubblici, le case farmaceutiche arricchite, genitori spaventati e...la riesumazione di Topo Gigio.
    Seguirò con attenzione il suo Blog, buon lavoro.
    Luca.

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  4. Egr. on. e dott. Palagiano
    l'influenza suina non è una bufala mediatica, ma un'operazione commerciale; i media non sono altro che complici "consapevoli" di questa truffa ai danni dei cittadini, che improvvisamente sono diventati "pazienti".

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