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giovedì 17 febbraio 2011

Via dall’Afghanistan, davvero.

L'altro ieri l’Italia dei Valori ha presentato una mozione alla Camera dei Deputati per chiedere il ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan. Il PD ha chiesto di dividere la mozione in due parti per il voto e poi ha dato il meglio di sè: su un voto ha deciso di astenersi mentre sull'altro ha votato addirittura contro e cioè insieme alla maggioranza. È lecito, quindi, chiedersi: ma Bersani & Co. da che parte stanno? A parole vogliono il ritiro, di fatto votano per lasciare i nostri ragazzi in quell'inferno!

Uscire dall’Afghanistan è indispensabile e soprattutto improcrastinabile, ma l’Italia dei Valori è l’unica forza politica che sembra rendersene effettivamente conto. E bisogna uscirne al più presto poiché la presenza di truppe non ha dato i risultati sperati: la disoccupazione è dilagante, basti pensare che il Paese è precipitato nell'indice mondiale dello sviluppo al 181° posto su 182 Paesi; la produzione di oppio è aumentata di 40 volte, al punto che oggi rappresenta il 60 per cento del PIL dell'Afghanistan; l'aspettativa di vita è precipitata a 44 anni; i diritti conquistati dalle donne nei primi anni d'intervento internazionale sono in gran parte svaniti, non solo perché nelle aree, sempre più vaste, controllate dai talebani vengono negati, ma soprattutto perché il presidente Karzai non sembra avere nè la forza nè l'interesse, di fare della tutela di questi diritti, un elemento non negoziabile nei colloqui di pace con i talebani. E ancora, in questi dieci anni l'Afghanistan è diventato il Paese nel quale si registra uno dei più alti tassi di bambini e bambine soldato, bambini che poi vengono perfino arrestati se violano la legge militare e sottoposti a punizioni corporali o perfino a tortura. Sono all'ordine del giorno, inoltre, sparizioni di bambini collegate al traffico di esseri umani. L'Afghanistan, infine, è il Paese che ha scalato da poco la triste classifica della mortalità infantile fino ad arrivare al primo posto: un bambino su quattro non arriva a spegnere la quinta candelina della sua vita.

Tutti questi sono dati certi, non certo opinioni personali. Di cos’altro abbiamo bisogno per capire che questa missione, per i nostri soldati, non può più nascondersi dietro la facciata di una missione di pace? Per capire che quella in Afghanistan è una guerra a tutti gli effetti, dove non c’è più spazio per azioni umanitarie di alcun genere? Senza dimenticare i 35 soldati italiani che hanno perso la vita dall’inizio della missione nel 2004… forse è arrivato il momento di riflettere seriamente o forse non c’è più tempo neanche per riflettere. Bisogna andare via dall’Afghanistan, subito, davvero.

1 commento:

  1. Renato Fiorenza17 febbraio 2011 16:40

    Condivido pienamente il tuo post ed aggiungo:
    Basta con le ipocrisie di palazzo
    Basta con il calpestare la costituzione
    Basta con il rischiare altre vite di giovani nella speranza di partecipare alla ricostruzione
    Basta con le spese militari con le quali potremmo dare un buon impulso all'ecnomia
    Insomma BASTA !!!!!!!!!!!!

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