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venerdì 4 marzo 2011

La morale di B. Gli ultimi colpi per non perdere la Chiesa.

Istruzione pubblica, sacralità della vita, coppie di fatto, possibilità di adottare un bambino per i gay e per i single. Sono questi gli argomenti con cui, nelle ultime settimane, il Presidente del Consiglio sta cercando di riconquistare le simpatie d’Oltretevere. Gettare un po’ di fumo negli occhi della Chiesa per far dimenticare gli ultimi scandali che lo vedono protagonista, al fianco di ragazze giovanissime, in festini dal contenuto ancora poco chiaro e per spostare l’asse dell’attenzione mediatica sulla sua, improvvisa, “svolta evangelica”. Sarebbe una divertente commedia, se solo commedia fosse e non, al contrario, la nostra realtà nazionale.

Una classe politica, quella che vede al proprio vertice Berlusconi, che non è in grado di operare delle scelte legislative corrette e concrete a tutela dei diritti dei cittadini e che annienta la laicità di uno Stato per conquistare l’elettorato clericale del Paese. Una politica, quella che vede al proprio vertice il Cavalier B., dalla morale distorta e discutibile. Che divorzia, ma alza la bandiera della sacralità della famiglia fondata sul matrimonio e che discrimina le coppie di fatto. Che non sopporta la possibilità che un single possa adottare un bambino, che una coppia possa ricorrere liberamente alla fecondazione assistita o che una donna possa decidere di ricorrere all’aborto terapeutico. Un popolo, quello che vede al suo vertice il nostro Presidente del Consiglio, che si nasconde dietro la parola “libertà” ma che condanna gli omosessuali, limita le scelte individuali, disprezza le idee diverse dalla propria, vorrebbe annientare il ruolo della scuola pubblica e nega l’autodeterminazione dell’uomo, specie in un momento delicato e difficile come il ‘fine vita’. Un popolo, quello della libertà, che la libertà degli italiani vorrebbe distruggere.

Un premier corruttore, indagato, processato e dai valori etici di certo discutibili, decide così – in un momento di evidente difficoltà personale - di puntare tutto sulle “radici giudaico-cristiane della nostra civiltà” dando per scontato che la Chiesa e gli elettori italiani diano seguito alle sue mutevoli e contraddittorie esternazioni. Siamo certi però che sia la Chiesa sia gli italiani saranno presto in grado di capire che il signor B. ha fatto il suo tempo. Che le “travisazioni” delle sue parole da parte degli orchi comunisti non reggono più. Che la compromissione dell’integrità della sua morale è andata ben oltre la possibilità di una “redenzione”. Che, forse, per il bene del Paese che dice di amare, sarebbe meglio per lui fare marcia indietro.

3 commenti:

  1. Francesco Palagiano4 marzo 2011 15:01

    Credo sia chiaro a tutti, ormai, che al "nostro", del bene del Paese non importi un gran che ... a mio parere, non gli inporta neanche di mantenere il suo elettorato di riferimento ... ormai è tutto concentrato nel conservare l'appoggio dei parlamentari che votano la fiducia al governo ... non si spiega diversamente l'esibizione del fazzoletto verde nel taschino, il giorno del voto sull'ultima fiducia ... chi mai lo voterà più, tra gli elettori liberi pensatori, al Centro Sud? Credo che abbia già deciso di non ripresentarsi come candiato premier, alle prossime elezioni. Sono sicuro che, il giorno in cui cadrà questo governo, proclamerà che se ne va via dall'Italia, dove nessuno l'ha mai veramente compreso e aiutato, e si rifugerà in uno dei tanti paradisi all'estero da dove è difficile ottenere l'estradizione!

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  2. Renato Fiorenza4 marzo 2011 19:19

    Caro Antonio, sono pochi quelli che dicono la verità sul premier. Il punto non è se Ruby era minorenne o no, il punto non è se lui fà sesso a pagamento oppure no o quanto paga per il sesso ( se i soldi sono suoi). Il punto è che le sue donnette sono state infilate in posti pubblici per raccomandazione e/o imposizione per sua interposta ed ora sono a nostro carico. Questo secondo me è il punto tutto il resto è magistratura. Penso che la questione sia grave e assolutamente fuorviante per le giovani menti dei nostri figli dove passa il messaggio che se dai qualcosa di tuo ottieni. Uno deve ottenere per i suoi meriti, perchè ha studiato o perchè dimostra con i fatti di meritare ciò per cui ambisce.
    C'è un risvolto veramente disgustoso ed è la complicità di alcuni amorali genitori che godono di tutto questo avendo spinto le figlie a fare ciò che hanno fatto per trarne loro stessi benefici. Ma dico la Giustizia dov'è; i genitori sono o non sono responsabili dei figli fino alla maggiore età? Perchè non vengono perseguiti quei genitori che permettono ai figli minori di star fuori la notte e magari fanno le cubiste o si drogano e vengono violentati? Perchè non vengono puniti quelli che lasciano che i figli vadano in giro da soli e poi quando succede qualcosa sono vittime e piangono?
    Perchè non vengono puniti quei genitori che non si occupano della educazione dei figli e non gli viene sottratta la patrria podestà? Perchè non vengono puniti i geniotori di quelle ragazze, minori, che si danno per una scheda telefonica o per raccimolare i soldi per le vacanze? Dove sono finiti i valori di alcune famiglie? Sono convinto che se non si comincia dalla risposta a queste domande non si riesce ad andare lontano.Ciao Antonio

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  3. Si è scritto tanto sul fenomeno Pertini, un vecchio signore che faceva gaffes, che sognava probabilmente di bacchettare sulle dita di alunni adulti, aveva certamente ambizioni personali; tuttavia suscitava una fiducia di fondo perché ha vissuto con dignità, ha sfidato la morte per un’idea, e quando baciava la bandiera dava una sensazione di non compiere un rituale ma di identificarsi se non con uno Stato in briciole con un ‘ idea dello STATO.
    Si tratta di scovare uomini di questa cilindrata.
    Angela

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